News    luglio 1, 2022
    Accedi
    News dalla Flaei

    • 03/12/2020
      Quadri, Impiegati ed Operai: siamo tutti sulla stessa barca!
      Con la trasformazione del lavoro in atto in E-Distribuzione e in tutto il Gruppo Enel nessuno lavoratore può sentirsi al sicuro o intoccabile.Quella che stiamo affrontando in E-Distribuzione è una vertenza prima di tutto a difesa di tutta l''occupazione, senza distinzione fra Quadri, Impiegati e Operai.In questi anni sono state trovate soluzioni nell''organizzazione del lavoro, per far fronte alla carenza di tecnici ed impiegati, come con la figura ibrida dell''Operaio tecnico.Dopo la ristrutturazione del 2019, però, è finita la fantasia per far fronte alle carenze di organico presenti sia nell''area tecnico-impiegatizia sia nell''area operativa.Per ovviare alle criticità organizzative, E-Distribuzione intende appaltare ulteriori attività esclusive e specialistiche del proprio core business, come le manovre MT nelle Unità Operative, ma già da tempo, nell''area tecnica, ha delocalizzato parte delle attività legate ai Progetti e Lavori e del Patrimonio e più in generale dello Sviluppo Rete.Altre attività impiegatizie sono a rischio esternalizzazioni, sia perché affidabili a terzi, sia perché sostituibili con strumenti digitali come algoritmi evoluti come ad esempio, le attività delle Connessioni o le attività di Staff di Zona e Unità Operativa.Cose già visto in altri settori, come in quello della telefonia, dove, usando lo stesso metodo, Telecom ha ridotto drasticamente i lavoratori degli uffici e relegando la sede di lavoro degli operativi in un furgone aziendale attrezzato.Lo scopo del Sindacato in questo frangente è garantire occupazione di qualità e non limitata a poche risorse, ma un''occupazione di qualità che possa far crescere i Lavoratori e le Lavoratrici per essere parte attiva del processo di trasformazione in chiave eco-digitale di E-Distribuzione e dell''intero Gruppo Enel attraverso una formazione negoziata alle nuove esigenze del lavoro. Tutto questo senza espellere o accantonare quelli che, per l''Azienda, sono troppo vecchi per essere premiati con avanzamenti di carriera, ma che in questi anni hanno sopperito, con le loro esperienze e competenze qualificate, alle disfunzioni di un''Azienda distratta dal profitto più che dalla preservazione del servizio di pubblica utilità affidatole dallo Stato, cioè da tutti cittadini. Ma anche quelli più giovani spesso si trovano nella condizione di ricevere tante promesse ma pochi risultati concreti.Temiamo che la visione strategica dell''Azienda riguardo al Capitale Umano, che viene poco valorizzato, sia, fino ad oggi, quella di avere un''azienda solo digitale con poche risorse interne e molte attività esternalizzate, a partire dalle manovre, per attribuire i processi decisionali chiave alle imprese terze e algoritmi.Per questo è importante la compattezza di tutte le Lavoratrici ed i Lavoratori di E-Distribuzione, giovani e anziani, donne e uomini, impiegati ed operai alle iniziative di protesta messe in campo: in gioco c''è il futuro di tutti noi, c''è in gioco il futuro del nostro lavoro!Dobbiamo essere compatti ed uniti per far sì che E-Distribuzione si renda disponibile a trovare soluzioni che rassicurino tutti i lavoratori: non chiediamo più soldi, non chiediamo nuovi contratti di lavoro. Chiediamo un lavoro di qualità fatto con le risorse adeguate e formate per affrontare il nuovo mondo del lavoro.Chiediamo ad E-Distribuzione di essere fedele allo slogan tanto caro ad Enel: di essere veramente parte di una Open Corporation, aperta all''ascolto e ad un dialogo sociale costruttivo, inclusivo e partecipativo. Ultim''oraNel momento in cui stavamo per inviare il comunicato siamo venuti a conoscenza che in molte regioni E-Distribuzione ha organizzato incontri in videoconferenza ai quali sono stati invitati i lavoratori che saranno oggetto di riconoscimenti aziendali.Una cosa mai vista prima in Enel che assomiglia più alle feste dei circoli aziendali per la consegna della calza della Befana.Al momento non ci resta che ringraziare chi dà indicazioni a fare queste iniziative, per il sostegno alla vertenza, in quanto avranno convinto almeno il 90% dei lavoratori che questa Enel è un''altra cosa da avversare.Restiamo uniti per contrastare la visione di Manager che pensano di poter gestire l''impresa come se fossero i padroni invece di valorizzare i lavoratori, portargli rispetto e riconoscimento, in quanto persone.Sono proprio questi lavoratori che contribuiscono ogni anno a portare a casa ricavi milionari:GLI IMPIEGATI, I TECNICI E GLI OPERATIVI DI E-DISTRIBUZIONE.Ma è questa l''Enel o c''è chi la pensa in maniera diversa ?allegato
    • 02/12/2020
      INL - nota su lavoratore notturno.
      L''Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), con la nota n. 1050 del 26 novembre 2020, ha fornito alcuni chiarimenti in merito alla definizione del lavoratore notturno, anche in riferimento all''ambito di intervento riconosciuto in materia alla contrattazione collettiva. L''Ispettorato ha ritenuto opportuno ricordare alcune definizioni contenute nell''art. 1, comma 2, del D. Lgs 66/2002 (in tema di orario di lavoro) a cominciare da quella di "periodo notturno", ossia il periodo di almeno sette ore consecutive comprendenti l''intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino.Ai fini della individuazione delle sette ore consecutive di lavoro si dovrà fare riferimento, evidentemente, all''orario di lavoro osservato secondo le indicazioni del contratto collettivo e del contratto individuale: il periodo che rileva potrà iniziare a decorrere dalle ore 22 (con conclusione alle ore 5) oppure dalle ore 23 (con conclusione alle ore 6) o, infine, dalla mezzanotte (con conclusione alle ore 7).Inoltre, per "lavoratore notturno":a) è considerato tale colui che è tenuto contrattualmente e, quindi, stabilmente a svolgere tre ore del suo tempo di lavoro giornaliero nel periodo notturno (cioè in un arco temporale, come sopra declinato, comprendente l''intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino); b) in presenza di regolamentazione della contrattazione collettiva, si considera tale colui il quale svolga, nel periodo notturno, la parte di orario di lavoro individuato dalle disposizioni del contratto collettivo. In tal caso al contratto collettivo è demandata l''individuazione sia del numero delle ore giornaliere di lavoro da effettuarsi durante il periodo notturno (che potrebbe pertanto essere inferiore o superiore alle tre ore stabilite ex lege), sia il numero delle giornate necessarie per rientrare nella categoria di "lavoratore notturno";c) in assenza di disciplina collettiva, si considera tale colui il quale svolga almeno tre ore del suo tempo di lavoro giornaliero durante il periodo notturno per almeno ottanta giorni lavorativi all''anno.Nel caso di cui alla lett. b), laddove la contrattazione si limiti a riproporre il testo della norma, senza specificare il numero di ore rilevanti ai fini della qualificazione del lavoratore come "lavoratore notturno", troverà applicazione la disciplina normativa (tre ore nel periodo notturno per 80 giorni l''anno). Analogamente, laddove la contrattazione si limiti ad individuare uno solo dei parametri - giornaliero e annuale - utili alla definizione di "lavoratore notturno", il secondo dovrà essere necessariamente individuato in quello previsto dal legislatore (tre ore giornaliere o ottanta giorni l''anno).L''Ispettorato ha ricordato, infine, che solo ai lavoratori notturni individuati nei termini sopra chiariti trova applicazione il limite massimo giornaliero di otto ore di lavoro e non già a qualsivoglia lavoratore che svolga di notte una parte del suo orario di lavoro.Si allega la nota.allegato
    • 01/12/2020
      Vertenza ENEL E-Distribuzione: PROSEGUE LA MOBILITAZIONE PER FERMARE LA DERIVA AZIENDALE E SALVAGUARDARE UN SERVIZIO PUBBLICO ESSENZIALE PER IL PAESE
      dal 2 dicembre 2020 al 18 gennaio 2021continua lo sciopero delle prestazioni di lavoro programmato, degli spostamenti di orario e delle prestazioni in ore viaggio eccedenti il normale orario di lavorocon la sospensione durante il periodo di moratoria coincidente con le festività natalizie dal 20 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021SCIOPERO GENERALEper l''intera giornata del 17 dicembre 2020In questo periodo verranno intensificate le iniziative sindacali per dare maggiore visibilità a quelle di mobilitazione: informativa e incontri con le forze politiche e parlamentari e con le Istituzioni a livello territoriale, comunicati stampa, iniziative e presidi presso le principali sedi Enel, blocco delle relazioni sindacali con tutte le società del Gruppo, fino ad interessare direttamente l''Amministratore Delegato Enel.Dobbiamo difendere una grande Azienda Italiana che deve mantenere al suo interno le attività che le sono state affidate in concessione per l''esercizio di un servizio pubblico essenziale, per dare la possibilità ai Giovani di avere un futuro in Enel e non in qualche società esterna e per garantire al Paese concreti investimenti nelle reti elettriche necessari per contribuire a riaccendere l''economia Italiana.SOSTENIAMO TUTTI UNITI QUESTA LOTTA SINDACALE A DIFESA DEL LAVORO DEI POSTI DI LAVORO E DELL''ECONOMIA.allegato
    • 27/11/2020
      INPS - risoluzione a seguito di accordo collettivo aziendale e accesso alla NASpI (COVID-19)
      L''INPS, con il messaggio n. 4464 del 26 novembre 2020, ha fornito chiarimenti sull''accesso all''indennità di disoccupazione NASpI per la quale è richiesto quale presupposto, che la cessazione del rapporto di lavoro sia intervenuta involontariamente e che quindi l''assicurato possa fare valere lo stato di disoccupazione involontario. Il Decreto agosto (D.L. 104/2020) ha tuttavia previsto delle ipotesi di accesso a detta indennità che si differenziano dal licenziamento o dalla cessazione a seguito della scadenza del contratto a tempo determinato.In particolare, l''articolo 3, comma 2 del D.Lgs 22/2015 (attuativo del Jobs act) ha previsto che tale indennità è riconosciuta anche nelle ipotesi di dimissioni per giusta causa e di risoluzione consensuale intervenuta nell''ambito della procedura di conciliazione.A fronte delle ipotesi legislativamente previste e sopra richiamate, il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha chiarito che non è ostativa al riconoscimento dell''indennità NASpI l''ipotesi di licenziamento con accettazione dell''offerta di conciliazione di cui all''articolo 6 del D. Lgs 23/2015 (sul contratto a tutele crescenti).Inoltre, anche nell''ipotesi di dimissioni a seguito del trasferimento del lavoratore ad altra sede della stessa azienda, l''INPS ha precisa che, come anche affermato dal Ministero del Lavoro nel parere reso sulla materia, ricorre la giusta causa delle dimissioni qualora il trasferimento non sia sorretto da comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive e ciò indipendentemente dalla distanza tra la residenza del lavoratore e la nuova sede di lavoro.Infine, la cessazione del rapporto di lavoro per risoluzione consensuale in seguito al rifiuto da parte del lavoratore al proprio trasferimento ad altra sede della stessa azienda distante oltre 50 chilometri dalla residenza del lavoratore ovvero mediamente raggiungibile in 80 minuti o oltre con i mezzi di trasporto pubblici, non è ostativa al riconoscimento della prestazione di disoccupazione.A tutte le fattispecie di cui sopra, l''articolo 14, comma 3, del D.L. n. 104 del 2020 (Decreto agosto) ha aggiunto un''ulteriore ipotesi di accesso alla prestazione NASpI, che si caratterizza per la presenza di un accordo tra le parti per porre fine al rapporto di lavoro tra le stesse intercorso.L''accesso alla prestazione NASpI per i lavoratori che aderiscono ai sopraddetti accordi è ammesso fino al termine della vigenza delle disposizioni che impongono il divieto dei licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo.Al fine di dare corretta attuazione, l''Inps ha ribadito quanto già indicato con la precedente circolare n. 111 del 2020, ossia che, per accedere alla NASpI, i lavoratori che cessano il rapporto di lavoro a seguito di accordo collettivo aziendale stipulato dalle organizzazioni sindacali, avente ad oggetto un incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro medesimo, sono tenuti, in sede di presentazione della domanda di indennità NASpI, ad allegare l''accordo collettivo aziendale, nonché - qualora l''adesione del lavoratore non si evinca dall''accordo medesimo, ma sia contenuta in altro documento diverso dallo stesso - la documentazione attestante l''adesione al predetto accordo.Si allega il messaggio.allegato
    • 27/11/2020
      Comunicato Passaggio di Edison Energy Solution in Fenice Raggiunto l''accordo
      Si è tenuto oggi il secondo incontro sindacale previsto dalla procedura di legge sul passaggio dei 50 lavoratori di Edison Energy Solution in Fenice spa.A seguito delle preoccupazioni emerse durante l''assemblea dei lavoratori, la delegazione sindacale ha sottoposto tali istanze durante l''incontro con l''Amministratore Delegato sul Piano Industriale e, ottenute le dovute risposte rispetto alle prospettive di crescita del Gruppo anche sul settore dell''efficienza energetica, successivamente nell''incontro odierno.Fermo restando che le preoccupazioni rispetto a scenari futuri influenzati dall''elevata concorrenza presente nel settore dell''efficienza energetica rimangono anche a valle delle importanti dichiarazioni dell''A.D. del Gruppo, era fondamentale nella fase del passaggio, garantire le condizioni economiche e normative che regolano gli attuali rapporti di lavoro, oltre a quanto già prevede la legge.In quest''ottica siamo riusciti a ottenere:- Il mantenimento del Ccnl elettrico di settore;- La salvaguardia dei trattamenti complessivi di II livello anche nella fase di armonizzazione con gli istituti applicati in Fenice;- Il mantenimento dell''attuale sede di lavoro e degli orari ad oggi applicati, lavoro agile compreso;- La possibilità di continuare ad utilizzare la piattaforma per la mobilità interna alle stesse condizioni attuali;- Il riconoscimento delle attuali RSU elette in Edison E.S. che continueranno a svolgere il proprio ruolo all''interno delle RSU di sede.Questi elementi, che rispondono alle istanze emerse durante l''assemblea, ci hanno portato alla sottoscrizione di un verbale di accordo che rappresenta uno strumento di garanzia molto più estensivo di quanto previsto dalla Legge per tutti i lavoratori interessati dal passaggio. allegato
     
     Fondazione Enérgeia – Via Salaria, 83 – 00198, Roma – Cod. Fisc. 97111470585 – P.I. 10240071000   Condizioni d'uso  Privacy